Don Giovanni Momigli

A che punto è lo spirito creativo? Focus del Censis sull’autopropulsione nella moda – 18 maggio 2026

A che punto è lo spirito creativo? Focus del Censis sull’autopropulsione nella moda
Scandicci, 18 maggio 2026

Seminario di studio promosso dall’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Firenze, in collaborazione con Censis e Fondazione MITA Academy.

Relatori: Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze; Caludia Sereni, Sindaca di Scandicci e Consigliera Metropolitana con delega al Lavoro; Giuseppe De Rita, Presidente Censis; Elisabetta Cianfanelli, Ordinario Design – Dida – Università di Fireze; Raffaello Napoleone, Consigliere Delegato per le Relazioni Internazionali e Istituzionali Pitti Immagine; Giuseppe Salvini, Segretario Generale Camera di Commercio di Firenze.

Presentazione don Giovanni Momigli

Nel febbraio scorso, in Arcivescovado, come Ufficio Problemi Sociali e Lavoro abbiamo promosso un seminario sulla sfida della reindustrializzazione. Una sfida che deve essere affrontata dai soggetti pubblici e privati con determinazione e intelligenza, aderenza alla realtà e visione prospettica, ricchi dell’esperienza e aperti all’innovazione e a una nuova interazione. Una sfida che esige spirito creativo e autopropulsione, personale e sociale, per dirla con le parole chiave di quest’incontro.

Seguendo nello specifico la crisi dell’intero comparto Moda appare evidente come molte discussioni rischiano di arenarsi su come e se utilizzare strumenti che si sono dimostrati insufficienti. La stessa questione di una riorganizzazione delle filiere ha bisogno di essere valutata anche tenendo conto delle caratteristiche e delle aspettative dei giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro.

Stiamo assistendo a una rivoluzione silenziosa, ma reale, che incide sull’organizzazione del lavoro. I giovani non cercano solo un lavoro che li remuneri ma un lavoro capace di conciliarsi con la vita: ricercano maggiore flessibilità, un forte equilibrio tra vita privata e professionale, un ambiente di lavoro inclusivo, benessere mentale, opportunità di formazione continua, welfare aziendale, la possibilità di crescita professionale e personale. La riorganizzazione delle filiere può non tener conto di questo?

È vero che ci sono i grandi Brend e che da loro proviene un impulso essenziale, e anche un freno significativo, ma bisogna lavorare dal basso anche perché, in Italia, il 92% delle oltre 60.000 aziende della moda ha meno di 10 dipendenti.

Bisogna ritrovare un impulso individuale e collettivo, il valore della qualità di quello che viene prodotto e il senso di appartenenza a un territorio. Lo spirito creativo e l’autopropulsione personale e sociale, compreso quello dei singoli comparti, esigono lo stare dentro le cose. Per rigenerare la realtà bisogna starci dentro, altrimenti ci si espone al rischio del provvisorio.

Stare dentro le cose ma non prigionieri del sistema, bensì mantenendo il necessario spazio di azione, di pensiero, di immaginazione: se tutto è dato come gestire l’imprevisto? Come aprirsi alle novità, scoprire talenti nascosti e immaginare futuri possibili? 

L’iniziativa di oggi nasce dal fruttuoso incontro fra la volontà dell’Ufficio Diocesano Problemi Sociali e del Lavoro di voler verificare a livello locale quello che gli studi dicono sulle aspettative dei giovani, confrontandosi direttamente con chi si prepara a entrare nel mondo della Moda, e il percorso di verifica che il Censis sta facendo sull’autopropulsione sociale in Italia, per capire quanto spirito di iniziativa animi ancora la nostra società.

Non si tratta solo di capire gli scenari del mercato della Moda, ma di indagare quella particolare spinta autopropulsiva che è la creatività, capire se è ancora così determinante per la Moda, se i Giovani ne sono “presi” e come è possibile trasmetterla e rafforzarla. Per questo sono stati realizzati dei focus group con un gruppo di allievi della Fondazione Mita Academy di Scandicci.

Ringrazio il Censis per il lavoro svolto e per le riflessioni che oggi condividerà con noi. Ringrazio la Fondazione Mita Academy per la disponibilità a collaborare a questo progetto. E ringrazio tutti i relatori per il contributo, sicuramente prezioso, che ci offriranno.

Mettere al centro il valore e il ruolo della persona e della socialità, come cerchiamo di fare, non significa sfuggire dai nodi problematici che la crisi del settore Moda pone, ma andare alla radice, giacché l’autopropulsione necessaria per pensare e avviare nuovi percorsi dipende dalle persone, oltre che da un sistema sano e capace di positiva sinergia e di innovazione.

Programma lo spirito creativo nella moda 18-5-26

SCHEMA Saluto Arcivescovo 18-5-26

La Nazione 19 Maggio 2026

 

   

Don Momigli

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