Mercoledì 25 febbraio ore 16.45, in arcivescovado, è previsto un incontro su:
Firenze e la Toscana: La sfida della reindustrializzazione. Sinergie nuove per un deciso cambio di passo
Saluto
S.E. Mons. GHERARDO GAMBELLI, Arcivescovo di Firenze
Introduzione e Conclusioni DON GIOVANNI MOMIGLI, Direttore Ufficio Problemi Sociali e Lavoro
Interventi programmati
MARCO BUTI, Titolare Cattedra Tommaso Padoa-Schioppa all’Istituto Universitario Europeo
MARCO BELLANDI, Ordinario di Economia applicata Unifi
ANNALISA CALOFFI, Associata di Economia applicata Unifi
LEONARDO MARRAS, Assessore Regionale Economia, attività produttive
Interventi dei partecipanti: istituzioni, Imprenditori, Sindacati
Presentazione dell’incontro:
Per affrontare la sfida della reindustrializzazione e individuare le azioni necessarie, occorre anzitutto uno sguardo coraggioso, audace, per leggere le dinamiche reali e capire come conciliare le scelte legate al mondo produttivo e alle infrastrutture con i bisogni delle persone e delle famiglie, i naturali interessi privati, il bene pubblico delle nostre città e di un’intera area.
Le trasformazioni sono inevitabili e anche auspicabili, ma vanno governate per essere protagonisti del nostro futuro e sostenere un modello capace di produrre crescita diffusa, lavoro di qualità e redistribuzione della ricchezza, di utilizzare il potenziale generato dalla rivoluzione digitale guidata dall’Intelligenza Artificiale e di indirizzare la formazione e la conversione delle professionalità alle necessità lavorative in continuo divenire.
Ogni situazione va guardata in modo specifico, ma senza perdere il quadro d’insieme. E non ci si può limitare a guardare solo alle grandi realtà industriali, perché, come nel caso della filiera della moda, quelle fortemente colpite sono soprattutto una serie di aziende medio-piccole, che coinvolgono un numero di persone ben superiore a quelle dei grandi siti industriali che continuano ad attrarre l’attenzione.
Per rimanere al comparto della moda, molto presente nella nostra realtà territoriale, i dati, e la cronaca, ci dicono che sono indispensabili trasformazioni profonde sul piano organizzativo e su quello gestionale, a causa di difficoltà sistemiche e del cambiamento dei consumi: le filiere vanno qualificate, per la loro manifesta fragilità e vulnerabilità strutturale, che spesso comporta problematicità delle condizioni di lavoro e pesanti elementi di illegalità.
La sfida posta dalla crisi del manufatturiero richiede un surplus di pensiero e una visione relazionale dei ruoli e delle competenze.
La parola chiave per guidare le riflessioni, le scelte e l’operatività dovrebbe essere interazione. Interazione fra ruoli e competenze; fra l’esperienza di chi già lavora e le caratteristiche dei giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro; fra comparti produttivi diversi; fra competizione e sinergia territoriale. La creazione di un contesto favorevole è vitale per ogni singola impresa, come è fondamentale la coesione sociale.
Come sul piano del governo del territorio bisogna necessariamente riequilibrare, sia pur in modo nuovo, il rapporto fra edilizia e urbanistica sulla base di una chiara visione di città, così è necessario ripensare il rapporto della produzione e dei servizi con il territorio e costruire una virtuosa connessione tra il manufatturiero, inteso in modo avanzato e pensato con effettive politiche industriali, e il terziario, con tutta la sua potenzialità innovatività.
Sant’Ambrogio nel De Paradiso (25) osserva che nella cultura autentica vi sono due movimenti: nova semper quaerere (cercare sempre il nuovo) e parta custodire (conservare ciò che si è conseguito). Due movimenti che è sempre necessario tenere insieme con saggezza.
Don Giovanni Momigli
https://www.diocesifirenze.it/in-arcivescovado-incontro-su-la-sfida-della-reindustralizzazione/
Reindustrializzazione Corriere Fiorentino 17-2-26
t 24 Il quotidiano economico toscano
La Nazione 20-2-26
Toscana Oggi – L’Osservatore Toscano 22-2-26